Il profumo di un territorio

Si può assaggiare la cultura?

Sì certo, assaggiare la cultura di un territorio, gustarne i monumenti e poi i sapori, in un connubio che rispetti i saperi e i sapori che la storia e la stratificazione culturale di un popolo hanno impresso nel territorio.

Diceva Pellegrino Artusi (1891) di amare il bello e il buono ovunque si trovino, ma soprattutto:

Perché quel che soddisfa gli altri sensi pittura, musica… si dice arte, si ritiene cosa più nobile, ed ignobile invece quel che soddisfa il Gusto? 

Perché chi gode vedendo un bel quadro o sentendo una bella sinfonia è reputato superiore a chi gode mangiando un’eccellente vivanda?

Non si vive di solo pane è vero ci vuole anche il companatico e l’arte di renderlo più economico più sapido più sano lo dico e lo sostengo è vera arte. Riabilitiamo il senso del gusto e non vergognamoci di soddisfarlo onestamente, ma meglio che si può come ella ce ne dà i precetti.

P.Artusi, 1891

Questo è uno stralcio di ciò che ben oltre un secolo fa era la prefazione del più famoso libro di cucina: “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” nella sua terza edizione. Concetti e parole che ancora oggi sono attualissimi!

L’Arte di mangiare bene… l’Arte di mangiare sano

Per noi questo assume un significato profondo, l’arte di un territorio quindi si declina attraverso un piatto, un odore, un colore, un sapore. L’arte del buon cibo è per noi declinata in una nuova stagione di gusto, grazie alla collaborazione con la Archeochef Gabriella Cinelli, che ha curato per noi la rivisitazione completa del nostro menù con il progetto:

Salus per Cibum, la salute attraverso il cibo

E tutto questo è cultura, e allora cosa aspetti?

Assaggia la cultura!

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