Giulio De Angelis. Un artista prenestino

In ricordo del Maestro Giulio De Angelis.

Giulio De Angelis, architetto ed artista nativo di Palestrina, con residenza  e laboratorio a Roma, è stato chiamato più volte nella sua città natale, durante la sua brillante carriera professionale e artistica, a realizzare opere spesso di abbellimento per edifici storici e religiosi o celebrative di particolari ricorrenze.

Sono opera del De Angelis infatti il ciclo di affreschi, realizzati negli anni ’90, della navata centrale della chiesa della Santissima Annunziata nel rione degli Scacciati, ricostruita nel triennio ’47-50 da Vincenzo e Furio Fasolo; le opere realizzate a più riprese in onore del musicista Giovanni Pierluigi da Palestrina, molte delle quali sono ospitate presso la Casa natale del Principe della Musica, sede della Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina e del Centro Studi Palestriniani; il restauro dell’ingresso alla Basilica Cattedrale di Sant’Agapito Martire, con la realizzazione dell’attuale portone in bronzo, con le scene della vita del Santo Agapito e degli importanti avvenimenti che hanno coinvolto la Basilica; e i numerosi acquarelli di studio architettonico realizzati per la Chiesa di Santa Rosalia e per Palazzo Colonna Barberini. 

De Angelis, spinto dalla sua creatività e immaginazione, si è cimentato anche nella rappresentazione, con grande capacità e attraverso disegni a mano, di scorci, vedute e prospettive del paesaggio urbano dell’antica Praeneste. Ha realizzato così un nutrito corpus di disegni nei quali ha coniugato le conoscenze degli studi archeologici e della storia con il suo estro, arrivando a formulare delle vere e proprie visioni e ricostruzioni degli spazi e dei luoghi della città antica.
La forma, le decorazioni, gli spazi del grande Santuario della Dea Fortuna Primigenia risultano uno dei luoghi, anche simbolici, su cui a più riprese De Angelis si cimenta nella sua maniera ricostruttiva, sia con vedute a volo d’uccello e prospettive, sia con veri e proprie visioni d’ingrandimento. Anche l’area del Foro viene riprodotta nelle sue visioni d’insieme, nei suoi particolari più nascosti o negli angoli che si celano dietro i lunghi colonnati, con punti d’osservazione insoliti che si aprono all’interno degli stessi edifici civili della città antica, come nella Basilica, nei portici e nei vestiboli d’ingresso.

De Angelis, fondendo l’immaginazione alle sue conoscenze degli studi archeologici prenestini, vola con il suo sguardo e la sua mano a disegnare anche i paesaggi più insoliti, ma al contempo più suggestivi, come quando riproduce la città dei morti, la necropoli della Colombella, o quando, seguendo le ipotesi più recenti, ricostruisce altari, piccoli sacelli o monumenti importanti, come il ninfeo commissionato da Verrio Flacco per Praeneste, dove è presumibile che fosse allestito il grande calendario dedicato dal grammatico latino alla sua città, insieme con gli splendidi rilievi Grimani.

 

 

 

 

 

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