San Lorenzo e la notte delle stelle

Vedo stelle che cadono, è la notte dei desideri.

Tra San Lorenzo e Giulio Cesare Colonna, passando per la Cattedrale Prenestina

La notte di San Lorenzo è la notte nella quale tutti si siedono con il naso all’insù per ammirare il cielo e la pioggia di meteore che entrando nell’atmosfera terrestre lasciano quel lampo luminoso al quale tutti noi abbiamo affidato un pensiero almeno una volta nella vita.

Un fenomeno che la tradizione cristiana ha legato al martirio di san Lorenzo, chiamato infatti anche lacrime di san Lorenzo. Le scie luminose sono infatti associate al ricordo delle scintille della graticola sulla quale san Lorenzo venne martirizzato qualche anno prima di sant’Agapito, nel 258 durante le persecuzioni di Valeriano.

Divenne per il suo esempio caritatevole, il santo più venerato della Chiesa già dalle origini, ed a Roma ha ben 5 chiese a lui titolate che ricordano i luoghi e le esperienze della sua vita, la già imponente sicuramente la chiesa di San Lorenzo fuori le Mura, luogo della sua sepoltura.

A Palestrina, all’interno della Basilica Cattedrale di Sant’Agapito Martire si trova la Cappella di San Lorenzo, sepolcreto della famiglia Colonna, coro d’inverno del Capitolo dei Canonici della Cattedrale che custodisce come pala d’altare la splendida Crocifissione opera di Girolamo Siciolante da Sermoneta (1521 – 1580 c.a.).

Ai piedi della croce sulla sinistra di chi guarda Maria e a destra San Lorenzo, con le vesti da diacono e la graticola al suo fianco, simbolo del martirio.

Ai lati del quadro, in contemplazione della scena trovano posto i committenti, Giulio Cesare Colonna  e sua madre Elena della Rovere. Elena, figlia secondogenita di Laura e Niccolò Franciotti della Rovere, andò in sposa a Stefano IV Colonna nel 1534 e alla morte del marito, avvenuta a Pisa l’8 marzo del 1548, si ritirò a vita privata nel palazzo baronale di Palestrina. Ebbe cinque figli maschi, che morirono tutti prematuramente, tranne gli ultimi due, Francesco e Giulio Cesare. Francesco II fu valente condottiero e sposò Cornelia Baglione, colei che volle l’edificazione del Convento dei Padri Cappucci di Palestrina, come si evince dalla iscrizione in facciata.

Giulio Cesare, nominato dal papa nel 1571 principe di Palestrina, fu dottore in legge all’università di pisa e amante delle lettere. Amico intimo di Torquato Tasso, nel 1570 a Bologna fondò l’ Accademia dei Confusi. A Palestrina istituì il Monte di Pietà, redasse e fece approvare dal card. Cristoforo Madruzzo (1512 – 1578) gli statuti della potente Confraternita del Santissimo Crocifisso di Palestrina, della quale la madre Elena fu per molti anni priora. Conobbe e fu intimo amico di Giovanni Pierluigi da Palestrina, il quale nel 1586 gli dedicò il secondo libro dei madrigali.

Sposò nel 1569 Artemisia Orsini dalla quale ebbe tre figli: Cecilia Giacomo e Francesco III, quest’ultimo, oberato dai debiti vendette il feudo ai Barberini.

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