La Chiesa di S.ta Rosalia, Cappella Barberini

La chiesa di Santa Rosalia è ancora oggi la cappella privata dei principi Barberini, che divennero i signori di Palestrina nel 1630, quando Francesco Colonna (+1636) vendette il feudo a Carlo Barberini (1562-1630), fratello del pontefice Urbano VIII (1623-1644). Annessa al palazzo baronale ne è la cappella palatina. La chiesa fu progettata dall’architetto Francesco Contini (1599-1669) su commissione del principe Maffeo Barberini (1631-1685) quale ex voto a seguito della pestilenza che colpì Palestrina tra il 1656 e il 1657.

Dedicata a santa Rosalia, vergine palermitana del XII secolo venerata in caso di pestilenze, venne consacrata nel novembre del 1660. Un unicum per il profilo della sua facciata svettante nel panorama cittadino, all’interno si svela come un vero gioiello del Barocco romano: le preziose finiture marmoree si dispiegano, infatti, su tutta la superficie disponibile. La facciata si caratterizza per la presenza delle api, stemma della famiglia Barberini, inserite nel paramento murario tra le paraste, di ordine gigante, che incorniciano il profilo dell’edificio. Le uniche due aperture sono il portone d’ingresso e la grande finestra in asse, entrambe sormontate da timpani centinati, mentre l’accento verticale è dato dai due grandi campanili gemelli.

La chiesa è a pianta centrale coperta da una volta a padiglione, mentre la zona del presbiterio rialzata da alcuni gradini è coperta da una volta a crociera. Internamente conserva una splendida decorazione scultorea opera della scuola di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) e realizzata nel corso degli anni trenta del 1700. Sulle pareti laterali, su degli alti basamenti, si conservano i monumenti funebri del principe di Palestrina Taddeo (1603-1647) e del cardinale Antonio Barberini juniore (1607-1671). I monumenti, di forma piramidale, sono sorretti da zampe leonine e sono decorati da clipei in cui sono inseriti i ritratti dei defunti. Caratterizzano i monumenti funebri due splendide Fame ritratte in atteggiamenti differenti che si apprestano ad annunciare la resurrezione dell’anima dei defunti.

Le decorazioni scultoree sono state realizzate da Bernardino Cametti (1669-1736) allievo di Lorenzo Ottoni e prosecutore della scuola di Gian Lorenzo Bernini. La zona del presbiterio è introdotta, quasi come una quinta scenica, da due splendidi angeli reggicandela posti su due alti basamenti ed è ornata da un magnifico altare marmoreo. In posizione rialzata ed affacciati a due balconcini, sono ritratti il cardinale Francesco Barberini juniore (1668-1738) e suo fratello Urbano (1664-1722) quarto principe di Palestrina. I due si fanno rappresentare mentre contemplano la pala d’altare, in cui è raffigurata Santa Rosalia che intercede per la città di Palestrina, un’opera di Francesco Reali, copia di un originale di Carlo Maratta (1625-1713), ora distrutto e rimosso a causa dell’umidità che trasudava dalla parete.

Dalla parete laterale del presbiterio, attraverso un piccolo corridoio si accede alla Sala dei Depositi, un ambiente privato di forma rettangolare decorata in stucco, dove riposano le spoglie mortali dei membri della famiglia Barberini. La sala era impreziosita fino al 1938 dalla Pietà di Palestrina, un gruppo scultoreo attribuito a Michelangelo Buonarroti (1475-1564) e oggi conservato a Firenze alla Galleria dell’Accademia. Una copia a grandezza naturale è visibile nella navata sinistra della Basilica Cattedrale di Sant’Agapito Martire, a Palestrina.

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