Rocca dei Colonna

I Colonna divennero i signori del feudo di Palestrina nel XII secolo con Pietro De Columna. Acquistato potere e fattosi costruire il palazzo baronale nella parte terminale del Santuario della Fortuna Primigenia, ebbero bisogno di un edificio dal quale controllare strategicamente il loro territorio. Costruirono perciò, come estremo baluardo difensivo, sulla sommità del Monte Ginestro la Rocca. L’edificio fu il teatro delle lotte che la famiglia intraprese con il papato.

La Rocca fu distrutta una prima volta nel 1298 quando il pontefice Bonifacio VIII (1294-1303), entrato in contrasto con i Colonna, fece radere al suolo la città di Palestrina e la Rocca stessa. In quell’occasione vi rimase coinvolto anche Jacopone da Todi (ca. 1230-1306). Il frate infatti, appoggiava la visione religiosa sostenuta dai cardinali Colonna che arrivarono a mettere in discussione l’elezione al soglio pontificio di Bonifacio VIII. Il pontefice temendo uno scisma indisse una vera e propria crociata contro la famiglia Colonna e i suoi sostenitori, compreso Jacopone da Todi che fu imprigionato nel monastero dei benedettini poiché la Rocca venne rasa al suolo.

Ricostruito dopo la morte del pontefice, l’edificio fu danneggiato ancora una volta tra il 1436 e il 1437, quando la città di Palestrina fu distrutta dal Cardinale Giovanni Vitelleschi (+1440), agli ordini di papa Eugenio IV (1431-1447). La Rocca fu restaurata da Stefano Colonna nel 1482 così come è riportato nella targa sopra il portale di ingresso, dove è possibile ammirare anche lo stemma della famiglia: una colonna. Dopo il secondo saccheggio, l’edificio perse la sua funzione strategico-militare e fu impiegato per altri scopi. Dalla fine del XV secolo iniziò ad ospitare le riunioni del castellano e dei suoi consiglieri per divenire poi, dopo l’acquisto dei Barberini un magazzino.

Abbandonata a se stessa, la Rocca si ridusse a rudere fino ai lavori di restauro tenutisi agli inizi degli anni 2000. L’edificio ha una forma vagamente triangolare ed è posta su uno sperone calcareo che l’ha resa nei secoli passati inattaccabile. Davanti il portale di ingresso era presente un ponte levatoio e tutt’intorno è possibile vedere quelle che una volta erano torri di avvistamento. Nel suo intero campeggia un edificio centrale di forma quadrata, probabilmente era il maschio della Rocca. Una delle superfici murarie si caratterizza per una serie di feritoie, era da lì che i soldati, passeggiando su una passerella in legno erano posti a guardia dell’edificio.

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