Basilica Cattedrale di Sant’Agapito Martire

L’edificio religioso dedicato a Sant’Agapito Martire è la Basilica Cattedrale della Diocesi Suburbicaria Prenestina. A tre navate, priva di transetto e con profondo presbiterio, è costruita nell’area dell’antica piazza del Foro, attuale piazza Regina Margherita, e ingloba all’esterno e all’interno i resti dell’antico tempio dedicato a Giove Capitolino o Imperatore che qui sorgeva. Le preesistenze archeologiche sono ancora oggi visibili nella facciata e nell’area della cripta. Nell’898 accolse le reliquie di Agapito, il giovane cristiano prenestino, oggi patrono della città, che venne martirizzato il 18 agosto 274 e le cui spoglie, fino a quel momento, erano conservate nella basilica suburbana a lui dedicata in località Quadrelle, un luogo reputato non più sicuro.

Nel periodo medievale la Cattedrale venne ampliata e assunse la forma attuale. Per volontà del vescovo prenestino Conone (1107-1122), agli inizi del 1100 vennero eseguiti i lavori per realizzare le navate laterali, l’abside con la nuova disposizione presbiteriale al di sotto della quale fu realizzata la cripta. La cripta che accolse le spoglie mortali di sant’Agapito, sant’Abbondio e san Gordiano, venne consacrata il 14 gennaio del 1116, mentre la Basilica venne dedicata solennemente un anno dopo, quando il 16 dicembre 1117 papa Pasquale II Ranieri (1099-1118) venne a Palestrina. Purtroppo, però, di questo rinnovamento non rimangono che poche testimonianze: la Cattedrale, infatti, venne fortemente mutilata in occasione del saccheggio della città da parte delle truppe del cardinale Giovanni Vitelleschi nel 1436-37. In quell’occasione la cripta collassò e la reliquie del Santo vennero trafugate. La chiesa fu prontamente ricostruita e al 1467 si data la riapertura al pubblico, ma la cripta rimase nascosta fino agli anni Settanta del secolo scorso quando, a causa di importanti problemi strutturali del presbiterio, vennero avviati degli scavi dall’architetto Furio Fasolo che portarono alla luce l’ambiente consacrato dal vescovo Conone. Un importante restauro era stato avviato tra la fine del 1800 e i primissimi anni del XX secolo su progetto dell’architetto Francesco Fontana, ma fu portato a termine da Costantino Snaider, architetto dei Sacri Palazzi Apostolici.

In questa occasione la basilica venne arricchita dal ciclo di affreschi di Domenico Bruschi (1840-1910) con le storie del martirio di sant’Agapito nell’area presbiteriale. In fondo alla navata destra, nella cappella dedicata a sant’Agapito, si trova la pala d’altare di Carlo Saraceni (1579-1620) raffigurante Il martirio di sant’Agapito e, di fianco, Il sant’Agapito tra i leoni di Andrea Camassei (1602-1649), tela purtroppo annerita dalla prolungata esposizione ai fumi delle candele. Lungo la navata sinistra della Basilica Cattedrale si apre la cappella della famiglia Colonna, detta anche cappella di san Lorenzo. Qui si conserva sull’altare la Crocifissione con la Vergine, san Lorenzo e i donatori, un’opera di Girolamo Siciolante da Sermoneta (1521-1580). Il paliotto d’altare è ornato da un frammento di decorazione cosmatesca. Ancora al Sermoneta è da attribuire lo splendido tronetto ligneo de Il Salvatore, un’opera della metà del 1500. sempre lungo la navata sinistra si conserva una copia del gruppo scultoreo della Pietà di Palestrina attribuito a Michelangelo (1475-1564).

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