Quella curiosa porta in via del Tempio

Alla fine di via del Tempio, dopo aver percorso le salite che abbracciano la chiesa di Sant’Antonio abate, proprio lì , su in cima si apre una curiosa porta. In molti, soprattutto i turisti, pensano che quello sia uno degli antichi accessi alla città di Palestrina, e l’idea potrebbe essere veramente allettante, vista la splendida visuale che oltrepassata la porta si gode. Si aprono davanti ai nostri occhi la chiesa di Santa Rosalia e piazzale della Cortina con le scalinate che ci accompagnano al Museo Archeologico Nazionale.

Quella porta di cui oggi ci resta solamente un arco a tutto sesto decorato in parte da una raggiera in ferro battuto dove campeggiano tre lettere “PSC” (Pietro Scavalli Veccia), era l’ingresso di una villa signorile, andata distrutta durante i bombardamenti alleati nel giugno del 1944.
Villa Scavalli Veccia venne utilizzata come ricovero dalle monache Clarisse Farnesiane che, vedendosi private del loro convento di Santa Maria degli Angeli, poiché danneggiato dai bombardamenti, trovarono ospitalità in questo edificio. 15 furono le suore che trovarono la morte il 1 giugno del 1944; venne estratta viva dalle macerie soltanto suor Filomena Baroni.

Oggi la villa non esiste più, al suo posto sorge la scuola Barberini, le risa dei bambini hanno sostituito i momenti bui della guerra. Di villa Scavalli Veccia ci resta soltanto la porta d’accesso.
Molta è la storia vissuta da questa porta; ha visto la Pietà di Palestrina lasciare per sempre la città nel 1938, ha visto gli orrori della guerra e il rifiorire della vita, infatti, proprio lì dove c’erano macerie ora i bambini si avviano a diventare adulti.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *