La lunga storia della “Fontana del Pupazzo”

Chi accede a Palestrina da Porta San Martino, subito dopo aver oltrepassato lo storico varco merlato, si trova di fronte la fontana del Pupazzo.

Collocata al centro della piccola piazza di San Martino, la fontana del Pupazzo attualmente si trova davanti la chiesa di Sant’Egidio e il Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra.

Un simpatico puttino abbracciato a una colonna funge da elemento decorativo per il bacino ottagonale: questo sembra essere l’ultima testimonianza legata alla famiglia Colonna, signora di Palestrina fino al 1630.

Un antico documento conservato nell’Archivio Barberini, infatti, ci riporta che la fontana versava in una condizione tale da subire un intervento di restauro voluto da Giulio Cesare Colonna nel 1581. Il puttino abbracciato alla colonna richiama lo stemma della nobile famiglia.

Un tempo la fontana si trovava nella piazza Tonda, l’attuale piazza Regina Margherita, lungo il fianco della Basilica Cattedrale di Sant’Agapito Martire. Da questa originaria collocazione venne spostata agli inizi del Novecento, quando vennero avviati gli scavi archeologici che riportarono alla luce l’antico basolato del Foro di Praeneste e il basamento del tempio dedicato a Giove.

Non solo la fontana cambiò la sua posizione, ma anche le sorti del puttino non furono delle più rosee. Rubato nel corso dell’Ottocento, venne sostituito dall’immagine di un bambino che toccava un blasone dove era riprodotta una colonna. La piccola scultura sembra però non trovare pace, fu infatti nuovamente rubata negli anni 60 del Novecento, ritrovata e ancora una volta trafugata, lasciando la fontana priva del suo Pupazzo per un lungo periodo.

Solo nel 1984 un nuovo puttino, ispirato all’originale, venne nuovamente collocato sulla fontana. La gloriosa testimonianza della famiglia Colonna era tornata finalmente a splendere a Palestrina.

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