Il Borgo e la chiesa di S.Antonio abate

Ai piedi del maestoso Santuario della Fortuna Primigenia, la chiesa di Sant’Antonio abate domina l’antico quartiere del Borgo.
Nel lontano 1467 la chiesa venne affidata dal principe Stefano Colonna ai Padri Carmelitani, con la facoltà di edificarvi affianco un piccolo convento. I religiosi giunsero in città subito dopo la distruzione operata dal cardinale Giovanni Vitelleschi nel 1436-1437 e contribuirono in prima persona alla ricostruzione del quartiere. Erano infatti gli affidatari della fornace dei Colonna con la quale venivano fabbricati i mattoni.

Il convento mostrò fin da subito problemi strutturali, tanto da subire vari interventi di manutenzione, fino alla definitiva e coraggiosa decisione presa dal Generale dell’Ordine, Padre Sebastiano Fantoni.
La chiesa venne completamente riedificata negli anni venti del 1600 su progetto dell’architetto Orazio Turriani. L’edificio attuale è a navata unica con sei cappelle, tre per lato, non comunicanti tra di loro, mentre la zona del presbiterio, con un’abside a terminazione piana, è leggermente rialzata e impreziosita da una splendida decorazione con marmi policromi che inquadra la pala d’altare: una tavola rappresentante la Beata Vergine del Carmelo. Questa pittura è l’unica testimonianza dell’edificio quattrocentesco.

La nuova chiesa venne ricostruita con una nuova disposizione. Si apre, infatti, direttamente sul quartiere, quasi a volerlo abbracciare. Un abbraccio questo, lungo secoli, che si ripete puntuale ogni anno in due toccanti manifestazioni religiose: il 17 gennaio in occasione della festività di Sant’Antonio e il 16 luglio in occasione della Madonna del Carmelo.

Foto di Stefano Nardi

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