Il Giglietto di Palestrina e le sue Origini

Il giglietto è un biscotto secco a forma di giglio, a base di uova, zucchero, limone e farina. La sua storia è strettamente legata alla famiglia Barberini, principi di Palestrina dal 1630.

Dopo la morte di papa Urbano VIII avvenuta nel 1644, in sede di Conclave, la famiglia non riuscendo a far eleggere un pontefice che potesse continuare a favorirli, e vedendosi osteggiata a causa dell’avversione del nuovo papa Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), fu costretta a fuggire in Francia, ospite alla corte di re Luigi XIV (1638-1715).
I Barberini si spostarono in Francia con tutta la loro corte di paggi, cuochi e servitori. Grazie all’intercessione del cardinale Antonio (1607-1671) e del cardinale Giulio Mazzarino (1602-1661) si ricucirono i rapporti con la Curia romana attraverso il matrimonio, celebrato nel 1653, tra Maffeo Barberini (1631-1685) e Olimpia Giustiniani (1641-1729), nipote prediletta di Innocenzo X.

Al rientro in Italia i cuochi vollero ricordare il soggiorno francese, omaggiando la Casa Reale, attraverso questo biscotto dalla forma di giglio che riprende appunto lo stemma araldico della Corona francese. Dal 2014 è Presidio Slow Food e viene prodotto da alcuni forni delle città di Palestrina e di Castel San Pietro Romano.

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