Il Complesso Monumentale “Villa Imperiale”

Nella città di Palestrina, l’antica Praeneste, si conserva il Complesso Monumentale denominato “Villa Imperiale”, di cui solo la minima parte della sua consistente estensione è oggi visibile e sorge a circa un miglio dal celeberrimo santuario di età repubblicana, dedicato alla Fortuna Primigenia. Il Complesso Monumentale, databile agli inizi del II secolo d.C., consiste di fatto in due sezioni distinte: una parte propriamente archeologica, include la cosiddetta Villa di Adriano, così denominata per il ritrovamento della statua di Antinoo, il giovane favorito dell’imperatore, oggi conservata nella Sala Rotonda dei Musei Vaticani.

I resti più imponenti del complesso, tutt’oggi visibili, sono quelli inglobati nel civico cimitero di Palestrina e consistono nelle strutture presenti sulla attuale quota stradale. Costituiti da una serie di ambienti ad impianto rettangolare, di dimensioni diverse se pure tra loro paralleli, sono realizzati in opera mista (ovvero opera reticolata con ammorsature e ricorsi in opera laterizia). Le aule, pavimentate e rivestite in cocciopesto, sono coperte da volte a botte e reciprocamente collegate da alte aperture centinate con archivolti in laterizio. L’ordinata sequenza degli ambienti è rilegata da un lungo corridoio che abbraccia la struttura nei lati ovest, sud, est, dove quest’ultimo braccio prosegue con una diramazione verso sud, estendendosi per un’altezza di due piani, di cui uno oggi parzialmente interrato. Il secondo livello della villa è oggi parzialmente occupato dal cimitero di Palestrina e dalla chiesa di Santa Maria in Villa. Si tratta della porzione più alterata del complesso, le cui antiche strutture sono state riutilizzate e riadattate alle nuove e particolarissime esigenze funzionali, oltre che parzialmente incluse nelle porzioni murarie di nuova edificazione, secondo la plurisecolare consuetudine di area romana. Un’aula della villa è stata infatti trasformata in chiesa, nelle cui sezioni perimetrali è chiaramente individuabile parte dell’antica opera reticolata. All’esterno, due magnifiche esedre, anch’esse contraddistinte da un curato paramento in opera mista, saldano una delle due pareti longitudinali della chiesa e dell’area riservata a limbo. L’aula della chiesa si conclude in un’abside impreziosita da un raffinato apparato in stucco con motivi a grottesca, probabilmente riconducibile alla metà del XVI secolo. Al centro, sulla corda dell’abside, si trova un altare, presumibilmente di epoca medioevale, scolpito in un antico frammento di trabeazione marmorea e ornato da un mosaico in stile cosmatesco. Lo studio della decorazione in stucco, ancora in corso, ha reso necessaria l’esecuzione di saggi stratigrafici e tasselli di pulitura volti ad individuarne consistenza e specifiche tecniche. Durante tali indagini è stato rinvenuto un affresco raffigurante un Madonna in trono con Bambino e quattro angeli, menzionata da alcune fonti ma del quale si era persa memoria, celato alla vista da una tela ottocentesca ad analogo soggetto mariano.

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