Chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa di San Pietro Apostolo si affaccia su piazza San Pietro, uno spazio pubblico frutto degli interventi urbanistici attuati dalla famiglia Barberini dopo l’acquisto del feudo prenestino nel 1630. I Barberini, mostrandosi come munifici signori, diedero avvio ad una trasformazione del paese, che da piccolo e tipico borgo medievale con strade strette ed intricate, divenne un centro più regolare e moderno.

La realizzazione del nuovo spazio urbano comportò uno spostamento della centralità dell’abitato dalla Rocca dei Colonna a Piazza San Pietro. Per realizzare la piazza e l’odierna chiesa fu smantellato l’antico complesso monastico benedettino altomedievale, dedicato a San Pietro e servito da un Clero Secolare. Nel monastero soggiornò per un breve periodo anche San Gregorio Magno papa (590-604). Dell’antica chiesa medioevale, eretta secondo una direttrice nord-sud, oggi si sono perse le tracce. L’intero complesso monastico rimase probabilmente danneggiato nel 1436 in seguito alla distruzione di Palestrina operata dal Cardinale Giovanni Vitelleschi (+1440). L’azione militare si estese in proporzioni minori anche a Castel San Pietro Romano.

L’edificio fu quindi restaurato nella seconda metà del XV secolo così come si apprende da un’iscrizione presente sulla sommità della chiave di volta del portale, che permette ancora oggi l’accesso al chiostro e alla cisterna posti accanto la chiesa. La cisterna, probabilmente di età romana, non rimase coinvolta nello smantellamento operato dai Barberini perché presumibilmente era un’importante raccolta di acqua potabile. La chiesa che oggi possiamo ammirare è il risultato dei lavori di ricostruzione operati dai principi Barberini alla metà del Seicento e seguiti dall’architetto Domenico Castelli (1582-1657). Ai lati del pronao si possono osservare le api, stemma della famiglia.

L’edificio fu restaurato grazie all’intervento del protonotario della Camera Apostolica Cesare Stefano Mocci intorno al 1730, sotto il pontificato di papa Clemente XII Corsini (1730-1740), così come si legge nell’iscrizione dedicatoria in controfacciata, all’interno della chiesa. I lavori furono seguiti dall’architetto Nicola Michetti (1675-1758). All’interno della chiesa che è a navata unica coperta da una volta a botte, si conservano pregevoli capolavori quali la scultura marmorea rappresentante San Pietro, un’opera del napoletano Paolo Benaglia (1694-1737), due are dedicatorie in marmo di epoca romana, reimpiegate poi nel XVI secolo come acquasantiere e la splendida pala d’altare con il Pasce oves meas di Giacinto Gimignani (1606-1681) allievo di Pietro da Cortona (1596-1669). La volta è invece decorata con lo splendido affresco, un’opera del pittore romano Placido Costanzi (1702-1759) rappresentante Il Trionfo del Cristianesimo sul Paganesimo.

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