La Chiesa della Santissima Annunziata

La storia della chiesa della Santissima Annunziata è strettamente legata alle vicende del rione degli Scacciati, il più antico quartiere della città di Palestrina, sorto a seguito delle vicende militari legate alla distruzione della città operata dal Cardinale Giovanni Vitelleschi (+ 1440) al soldo del pontefice Eugenio IV (1431-1447). Il termine con il quale viene definito il quartiere, in rapporto all’episodio militare, compare per la prima volta in un atto notarile del 1493. Per volere del signore di Palestrina, Stefano Colonna (1433-?) che si apprestò alla ricostruzione della città, il rione degli Scacciati fu dotato di tre porte e da mura merlate, fu in un periodo contemporaneo alla ricostruzione dell’area, venne edificata la chiesa della Santissima Annunziata.

L’edificio non fu costruito ex novo, ma si sfruttò un’abitazione privata con l’intento di rispondere ad un esigenza religiosa di primaria importanza: avere un edificio di culto vicino al nucleo urbano più consistente. La chiesa della Santissima Annunziata, che era gestita dal Capitolo della Massa Antica della Cattedrale di Sant’Agapito Martire, può quindi essere paragonata alle domus ecclesiae dei primi secoli del cristianesimo. Originariamente era ornata da una preziosa tela, un’Annunciazione, dipinta dal grande artista e figura centrale della pittura italiana della seconda metà Seicento, Carlo Maratta (1625-1713); l’opera fu rimossa poco prima della distruzione della chiesa. Nel corso dei secoli la chiesa non subì mai veri e propri interventi di manutenzione o restauro, se non sporadici interventi sul tetto e sul campanile, ma ci si concentrò soltanto sulla decorazione e il ripristino degli elementi decorativi. Dopo alcuni interventi realizzati tra il 1923 e il 1924, che risultarono però inefficaci, fu effettuato un restauro negli anni 1940-1942. Negli anni conclusivi del Secondo Conflitto Mondiale, la chiesa della Santissima Annunziata fu parzialmente danneggiata da un bombardamento aereo il 22 gennaio del 1944, e rasa al suolo da una bomba il primo giugno dello stesso anno. Dopo la guerra il quartiere degli Scacciati si è visto privato di quello che da sempre è stato il punto di riferimento della vita religiosa e sociale. La chiesa fu ricostruita su progetto dell’architetto Vincenzo Fasolo (1885-1969) da poco nominato architetto capo della Reverenda Fabbrica di San Pietro. I lavori iniziarono nel febbraio del 1949 e l’edificio fu consacrato il 24 settembre del 1950. La chiesa a navata unica è stata decorata negli anni novanta del 1900 dall’artista prenestino Giulio De Angelis. Nella zona del presbiterio è affrescata un’Annunciazione, mentre sulle pareti si dispiegano storie di santi.

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